interruttore muscolare

L’interruttore che decide tra massa muscolare e resistenza

Un’eccezionale scoperta è stata pubblicata qualche giorno fa sulla rivista Nature Communications. La dottoressa Sarah Lessard, a capo di un team di ricercatori del Joslin Diabetes Center di Boston, ha evidenziato come il nostro corpo veicola la risposta dei muscoli in seguito allo stimolo allenante. Lo studio spiega quale “‘interruttore” decide tra aumento di massa muscolare o resistenza fisica.

L’interruttore muscolare

La proteina c-Jun N-terminal kinase (JNK) è la responsabile della risposta fisiologica: se la JNK si attiva viene stimolata la crescita dei muscoli scheletrici; al contrario i muscoli migliorano il loro adattamento alla capacità aerobica e resistenza.

Fin qui nulla di nuovo direte voi, ognuno di noi sa benissimo a quali stimoli risponde meglio. In linea di massima proprio in base a questa consapevolezza si sceglie lo sport: per esempio, un ragazzo che mette facilmente massa muscolare sarà più propenso per il body building invece che per il triathlon. Anche se siamo liberi di scegliere, e a parer mio anche consigliati a provare cose diverse per uscire dalla “confort zone”, è facilmente intuibile come le nostre propensioni gentiche siano anche quelle che più fortemente indirizzano le nostre scelte.

E’ un po’ come un interruttore: se è su ‘on’, l’esercizio ti fa crescere la massa muscolare; se è su ‘off’, l’esercizio adatta i muscoli alla resistenza.
— Dott.ssa Sarah Lessard, 2018

Cosa cambierà in futuro

Come spiegato nell’articolo dedicato alle capacità motorie, le nostre caratteristiche sono determinate geneticamente e possono essere allenate fino alla massima espressione che il nostro patrimonio ci permette. E’ la prima volta , tuttavia, che questa affermazione viene sufragata da evidenze scientifiche.

In futuro, spiega la dottoressa Lessard, questa scoperta potrebbe risultare utile per sviluppare degli approcci terapeutici per combattere la sarcopenia che colpisce in concomitanza di alcune malattie croniche. Inoltre si potranno prevenire addirittura malattie quali il diabete di tipo II o le patologie cardiovascolari.

Saranno forse possibili i futuro anche allenamenti mirati per ottimizzare e sviluppare al meglio la nostra risposta fisiologica. Siamo solo all’inizio ovviamente, ma scoperte come questa ci fanno ben sperare.



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