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Scherma: fioretto, sciabola e spada, quali le differenze?

Il nostro paese ha una tradizione storica di tutto rispetto, con un palmares che ci pone ai vertici mondiali, ma la scherma rimane ancora oggi uno sport poco seguito ed ancor meno conosciuto, vediamodi fare un po’ di chiarezza sulle differenze delle varie discipline.

Un po’ di storia

La parola scherma deriva dal longobardo Skirmjan che significa proteggere (la stessa etimologia della parola schermare). La disciplina consiste infatti nel porre la propria arma come difesa/schermo fra sé e l’avversario. Colui, o colei, che pratica la scherma è definito schermidore o, più genericamente, spadaccino, essendo la spada l’arma collegata immediatamente, nell’immaginario comune, a questa pratica. La sua storia è molto antica, ci sono tracce dell’uso della spada sin dall’epoca degli Egizi. Molto famoso, in tempi successivi, fu il gladio, piccola spada in dotazione all’esercito romano, usata anche dai gladiatori, da cui deriva il nome. La maggior parte delle popolazioni, però, utilizzavano poco la spada, preferendo di gran lunga la lancia come arma principale.

E’ nel medioevo che compaiono i primi trattati di scherma, di pari passo con le prime vere scuole, anche se l’uso era ancora appannaggio dei più ricchi e facoltosi. Lo sviluppo di armature complete rese inadatte le spade sui campi di battaglia, favorendone invece l’uso come arma da duello o per difesa personale, influenzando ulteriormente le tecniche schermistiche. Scuole francesi, spagnole e, soprattutto, italiane ebbero notevole diffusione, fino al tardo rinascimento, quando, con l’avvento delle armi da fuoco, cominciarono lentamente a decadere. La spada da lato, prima e la striscia poi, ebbero il loro momento d’oro proprio in questo periodo. Sono quelle, per fare degli esempi più immediati, viste nei vari film dedicati ai Moschettieri, a Zorro e tutti quelli del genere “cappa e spada”.

La scherma moderna

La scherma è diventata oggi un bellissimo sport, fatto di regole ben precise. E’ uno dei pochissimi ambienti, insieme al rugby, dove ho incontrato uno spirito di enorme rispetto per l’avversario ed un fair play che altre discipline, ben più blasonate, farebbero bene a ricalcare.

La scherma venne inclusa nelle Olimpiadi moderne sin dalla loro prima edizione, svoltasi ad Atene nel 1896. La gara si svolge su una pedana rettangolare, lunga 14 metri e larga 2, quindi a differenza del duello storico, che permetteva movimenti ed attacchi a 360°, esistono solo movimenti di avanzamento e retrocessione. Non di meno richiede prontezza di riflessi, agilità e velocità. I duelli non sono solo l’espressione di un’intensa attività fisica, ma sono permeati anche da una grande dose di strategia e tattica, per questo la scherma è stata anche definita come “gli scacchi da giocare coi muscoli”.

Gli schermidori indossano una tuta protettiva di colore bianco, un corpetto imbottito ed una maschera dotata di maglie d’acciaio. Le armi sono collegate a sistemi di rilevazione elettronici che permettono di evidenziare quando una “stoccata” viene messa a segno. In gara si accendono delle luci collegate a questi sensori per evidenziare le azioni: quella verde se lo schermidore viene colpito, quella rossa quando viene colpito l’avversario. Una stoccata al di fuori dell’area bersaglio consentito fa accendere invece una luce bianca.

Esistono 3 diverse armi, che variano sia nella struttura che nelle regole di utilizzo:

  • Fioretto
  • Sciabola
  • Spada
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Fioretto

Il fioretto ha una lunghezza di 110 cm, la lama 90 cm, ed un peso di 500 gr. Può colpire solo con la punta e solamente la zona del tronco, quindi torace, addome, fianchi e schiena. Inoltre negli scontri vige la convenzione: l’attaccante ha la priorità, chi subisce l’attacco deve prima parare e solo dopo può rispondere. Per stabilire questo, il ruolo del giudice di gara è fondamentale, in quanto deve ricostruire l’azione in base alle convenzioni ed assegnare il punto.

Sciabola

La sciabola ha una lunghezza di 105 cm, la lama 88 cm, ed un peso di 500 gr. Discende dalle armi usate dagli ufficiali di cavalleria, che, stando a cavallo, colpivano soprattutto nella parte superiore del corpo con movimenti ampi, usando raramente la punta. Nelle gare moderne il bersaglio è costituito dal busto, braccia e testa, che possono essere colpiti di punta, di taglio e di con­trotaglio. Lo sciabolatore deve avere un’ottima resistenza fisica e grande mobilità nelle gambe, deve essere in grado di riflettere in tempi rapidissimi sulle proprie azioni e naturalmente su quelle dell’avversario. Vale anche in questa disciplina, come nel fioretto, la convenzione.

Spada

La spada ha una lunghezza di 110 cm, la lama 90 cm, ed un peso di 770 gr. E’ l’arma che più si avvicina a quelle del passato, il suo bersaglio è infatti tutto il corpo, ma può colpire solo di punta. A differenza del fioretto e della sciabola, non è soggetta alla convenzione, è detto perciò arma non convenzionale. Piccola curiosità: alla spada si deve il colore bianco della divisa, infatti i duelli erano combattuti al “primo sangue”, qualsiasi ferita da cui uscisse sangue, su qualsiasi parte del corpo, determinava l’interruzione del combattimento e la sconfitta del ferito.

Il punteggio nelle gare

Un incontro è composto di 3 segmenti di 3 minuti ciascuno, detti assalti, con un intervallo di 1 minuto fra ognuno. Il vincitore è lo schermidore che raggiunge le 15 stoccate, oppure quello in testa allo scadere del tempo. Se i due atleti sono in parità alla fine dei 9 minuti, si prosegue per un ulteriore minuto, durante il quale il primo a realizzare una stoccata conquista la vittoria. Se anche durante questo minuto nessuno realizza un punto la vittoria è data per sorteggio.



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