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Anatomia dei Muscoli

Come sono fatti i muscoli?

I muscoli sono organi del nostro corpo, formati dal cosidetto tessuto muscolare, con capacità contrattile, capace cioè di accorciarsi in seguito ad uno stimolo nervoso. Le cellule di questo tessuto sono di forma affusolata, con un diametro compreso tra i 10 ed i 100 micron (ogni micron corrisponde a 0.001 mm) ed una lunghezza che può arrivare fino a 30 cm. A livello microscopico nelle cellule del muscolo troviamo uno o più nuclei, immersi del cosiddetto sarcoplasma, occupato in gran parte dalle miofibrille, formate a loro volta da filamenti di sostanze proteiche che prendono il nome di actina e miosina, vere responsabili della contrazione. Più miofibrille raggruppate insieme formano il sarcomero, avvolto dal sarcolemma. Più sarcomeri insieme formano la fibra muscolare, avvolta dall‘endomisio. Varie fibre muscolari insieme formano i fasci muscolari, l’epimisio raggruppa i fasci e li organizza nel ventre muscolare.

In base alla quantità ed alla disposizione delle miofibrille, ed alla struttura generale delle sue cellule, il tessuto muscolare è suddiviso in tre tipologie:

  • Tessuto muscolare striato, dove la miosina è presente in percentuale più alta rispetto all’actina ed entrambe sono disposte trasversalmente, conferendo al muscolo il caratteristico aspetto. E’ il tessuto che troviamo nei muscoli dell’apparato muscolo-scheletrico, quelli che alleniamo in palestra o in qualsiasi altro sport. La caratteristica fondamentale è che si contrae su base volontaria, cioè l’impulso nervoso che viene diretto verso questi organi parte da una nostra decisione, anche se alcuni movimenti sono talmente naturali che ci sembra di poterli compiere senza pensarci.
  • Tessuto muscolare liscio, in cui l’actina è presente in percentuale maggiore rispetto alla miosina e sono disposte in maniera semplice longitudinale, apparendo liscio all’aspetto. Ha la caratteristica di contrarsi indipendentemente dalla nostra volontà, stimolato dal sistema nervoso centrale autonomo o da determinati ormoni, e si trova nelle viscere del nostro corpo e sui vasi sanguigni.
  • Tessuto muscolare cardiaco, formato quasi in egual misura da actina e miosina, disposte in maniera trasversale. Caratteristica peculiare di questo tessuto è quella di essere una via di mezzo tra i primi due, con forza e resistenza dello striato, ma con contrazione di tipo autonomo come il liscio. Lo troviamo solo ed esclusivamente nel nostro cuore, che, ricordiamolo, si contrae mediamente 115.200 volte al giorno.
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I muscoli striati formano, insieme con le ossa dello scheletro, che ne compongono la parte passiva, il cosiddetto apparato locomotore. I muscoli volontari nel nostro corpo sono oltre 600, alcuni sono molto piccoli, come lo strapedio, che misura solo 1 mm, altri sono decisamente più grandi, la superficie del grande gluteo, ad esempio, può arrivare a misurare 66 cm.

I principali movimenti realizzati dai muscoli striati scheletrici sono sette:

  • Flessione: si ha quando si avvicinano tra di loro due ossa di un’articolazione.
  • Estensione: è il movimento opposto alla flessione e si ha quando si allontanano fra di loro due ossa di un’articolazione.
  • Abduzione: si ha quando un arto si allontana dalla linea mediana del corpo.
  • Adduzione: è il movimento opposto dell’abduzione e si ha quando un arto si avvicina alla linea mediana del corpo.
  • Rotazione: si ha quando ruotiamo una parte del corpo.
  • Muscoli Mimici: permettono di muovere la pelle del volto permettendo di fare diverse espressioni.
  • Muscoli Antagonisti: muscoli che concorrono ad un movimento con azioni opposte e contemporanee.

 

Oltre che ad una classificazione morfologica, è possibile individuare e suddividere il tessuto muscolare in base al meccanismo energetico utilizzato, di tipo aerobico o anaerobico. Le fibre che utilizzano il meccanismo aerobico sono definite di tipo I, o ST (Slow Twich, fibre lente), quelle invece che utilizzano il meccanismo anaerobico sono dette di tipo IIb, o FT (Fast Twich, fibre veloci). Le fibre lente rispondono meno velocemente agli stimoli ed hanno una minor velocità di contrazione (rispetto alle altre), sono dette anche fibre rosse, perché riccamente vascolarizzate, ed hanno un alto numero di mitocondri, che gli donano la capacità di utilizzare grandi quantità di ossigeno per ossidare gli acidi grassi. Le fibre veloci, hanno caratteristiche sostanzialmente opposte, sono meno vascolarizzate, definite per questo fibre bianche, hanno un numero ridotto di mitocondri ed il meccanismo energetico utilizzato è la più veloce via di ossidazione dei carboidrati. Intermedie a queste due, le fibre di tipo IIa presentano un’alta velocità di contrazione, ma anche una buona capacità aerobica (Schiaffino, Reggiani, 1996).

Le fibre di tipo I sono impiegate negli sport di resistenza, come la maratona, caratterizzati da un’attivazione più lenta ed una durata maggiore. Le fibre di tipo IIb sono utilizzate negli sforzi intensi e di brevissima durata, che richiedono un grande impegno neuromuscolare, come il sollevamento pesi. Le fibre IIa, infine, vengono impiegate in tutte quelle attività che richiedono un tempo più lungo dei pochi secondi di utilizzo delle IIb, ma non così elevato come le fibre I, l’esempio più tipico è lo sprint dei 100 metri.

Negli adulti, di entrambi i sessi, troviamo una ripartizione di circa il 50% tra fibre veloci e lente, anche se esistono differenze a livello individuale. E’ stato notato che atleti di resistenza presentano una maggiore percentuale di fibre I, mentre atleti di potenza di tipo II. Non è ancora accertato del tutto se particolari tipi di allenamento possano far pendere la percentuale da una parte o dall’altra, più che altro per la modificazione delle IIa, ma la cosa è comunque transitoria. Molto genericamente possiamo dire che chi è geneticamente portato per la potenza difficilmente farà uno sport di resistenza, o il contrario, anche se nella scelta dello sport entrano in gioco moltissimi altri fattori.

Per ultimo, possiamo individuare nei muscoli tre tipi di contrazione:

  • Isometrica: il muscolo sviluppa forza, ma non cambia la sua lunghezza. Le forze prodotte dal muscolo sono pari a quelle esterne e quindi non si produce alcun movimento. Un esempio di esercizio isometrico è il plank.
  • Concentrica: il muscolo sviluppa forza mentre si accorcia e, vincendo le forze esterne, produce movimento. E’ una contrazione concentrica quella che compie il muscolo quadricipite nel movimento di estensione del ginocchio, ossia quando lo raddrizza.
  • Eccentrica: il muscolo produce forza mentre tenta di opporsi ad una forza esterna dominante. Il muscolo va quindi a frenare il movimento impresso all’articolazione da una forza esterna di grado superiore a quella che può generare il muscolo stesso. Un esempio di contrazione eccentrica è l’azione del muscolo bicipite brachiale.

Curiosità sui muscoli

  • Il muscolo più forte del nostro corpo è la lingua;
  • Sorridere è molto più riposante di quanto possiamo immaginare: impieghiamo solamente 17 muscoli contro i 43 utilizzati per il broncio;
  • Per un singolo passo servono 200 muscoli diversi;
  • I muscoli più utilizzati sono gli extraoculari, quelli che adattano continuamente la loro posizione per consentirci di mettere a fuoco le immagini. Sono attivi anche di notte, infatti si muovono anche nella fase REM del sonno.


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